Saigon Teq's

Amo l'odore del napalm la mattina. Ha il profumo della vittoria. Il Capitano Benjamin L. Willard (Martin Sheen) in Apocalipse Now:
martedì, 23 ottobre 2007

Eccoci!

Banda_01saigon teq

postato da: Aldebaran7 alle ore 17:25 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: cronache
lunedì, 01 ottobre 2007

Peccato ci fosse poca gente...

Troppa poca gente...saigon teq

Monteveglio; domenica 23/09.

E' andata!... E' andata pure bene a mio modestissimo parere. Peccato ci fosse davvero poca gente. Praticamente gli amici dei musicisti, i musicisti che aveno appena suonato e quelli in attesa di farlo e gli organizzatori. I residenti si potevano contare sulle dita di una mano. Peccato perchè la qualità espressa dai musicanti era decisamente buona.

Il concerto è stato aperto dai "Spleen 55"; una band particolare: una strana miscela tra heavvy metal ed hit-hat. Soud pesantissimo con l’ausilio di effetti prodotti da un componente della band che smanettava vinili su di un giradischi. Bravi… non che io sia un amante del genere metal, ma riconosco la qualità. Noi siamo partiti subito dopo senza nemmeno aver definito uno straccio di scaletta. Avevamo deciso unicamente di cominciare con "Never give up" e di chiudere con "Desert city"; tutto il resto era lasciato all’improvvisazione, al sentimento ed al caso. La sensazione ricevuta è che abbiamo fatto una ottima impressione. La seppure poca gente presente appariva coinvolta dal nostro sound semplice, ma di gran tiro. Quelli che scendevano a piedi dalla strada che conduce all’abbazia, si fermavano ad ascoltare, ed i bambini presenti, alcuni dei quali piccolissimi, erano scesi a ballare sotto il palco di fronte alla chitarra di Uba. Certo è che il sound di Jimi Hendrix non sia paragonabile alle colonne sonore di "Heidi" o di "Lady Oscar", ma evidentemente qualcosa che induceva a sculettare, i pargoli lo sentivano.

Dopo di noi sono saliti sul palco i "Cupido Motel"; un gruppo di Treviso (Grazie per il prosecco!). Genere pop nazionale. Bravi pure questi, anche se molto tecnici e schematici (fin troppo)

La serata è stata chisa da un duo locale: "Nico Royale"; chitarre acustiche, genere ballad e molta noia.

Ringrazio sentitamente Bolero e consorte per avere partecipato.

C’è già una seria opzione per la prossima stagione. Contiamo su di una maggiore partecipazione.

P.S. Sul nostro sito di My-space vedremo se sarà possibile inserire prossimamente la regitrazione del concerto

 

postato da: Aldebaran7 alle ore 15:51 | link | commenti | commenti
categorie: cronache
lunedì, 01 ottobre 2007

Nuovo linkRosso alla Batteria

http://www.myspace.com/saigonteqs

Grazie all'impegno di Joko-giò ora esiste un nuovo sito dei Saigon Teq's su My Space. Qui troverete foto, files MP3 ed appuntamenti. Naturalmeente il sito è ancora in fase di allestimento, ma è già attivo. Fataci un giro. Idee, proposte, suggerimenti sono graditi.

postato da: Aldebaran7 alle ore 13:43 | link | commenti | commenti
categorie: cronache
mercoledì, 19 settembre 2007

Saigon Teq's in concerto

new

Domenica 23/09/07 si suona a Monteveglio

postato da: Aldebaran7 alle ore 13:28 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: cronache
mercoledì, 27 giugno 2007

Il sapore del napalm:

Sono nati i "Saigon Teq's"

saigon teq

Oltre le folte chiome degli alberi della foresta tropicale si scorgono lampi dai bagliori giallo-verdastri. Dopo una frazione di secondo si avverte un boato sordo e la terra tremare. Tre, forse quattro sibili distinti di jet passano veloci sopra di me. Alzo lo sguardo ma non scorgo nulla; sono già andati. Dovevano volare davvero bassi oggi. I caccia USA sono a caccia… cercano i rifugi sotterranei dei Vietcong. Si dice che ci sarà presto una loro offensiva e le prepara bene queste cose…Charly.. Nell’aria si sparge un odore acre che irrita le mucose del naso e fa lacrimare gli occhi. In fondo al palato c’è un sapore forte… acido… come quando hai mangiato nespole acerbe. E’ napalm. Deglutisci, stimoli l’espettorazione ma non diminuisce… ci vorrebbe una Coca Cola… Anche il sapore del napalm con la Coca se ne va. Non saprei dire se sia peggio il problema o la sua risoluzione. Oltre le cime degli alberi, intanto, la foresta sta bruciando.

(Intro romanzata… mi sono fatto prendere la mano)

Dopo avere "bruciato", per motivi diversi, una nutrita schiera di pretendenti bassisti, è finalmente arrivata la persona giusta: Vanni.

Vanni è un ragazzo sardo, della provincia di Nuoro, posseduto, lui pure, dall’insolita passione per la musica dei mitici anni 60/70. Insolita per un ragazzo di quell’età, intendo. Vanni ha solo 26 anni e ci ha stupito che avesse memoria e soprattutto "cultura" (cultura, intesa come "conoscenza del modo di eseguire") della musica nata in quei fantastici anni. Pare sia stato contagiato con questa sindrome dallo zio, che abitualmente abusava nell’ascolto di "quella roba" fornitagli da "puschers" come Hendix, Clapton, Mayall, Lee, Page… Come gli indios degli altopiani, che crescono masticando foglie di coca, anche Vanni è venuto su a pane carasau ed Animals, malloreddu e Led Zeppelin, Pink Floid e bottarga, Genesis e cannonau.

La "strana coppia" formata da Uba e da me, dopo una convivenza di ben sei mesi, ha finalmente partorito la prole fortemente voluta. Avevamo tentato pure la procreazione assistita, ma siamo stati subito tarpati. Non abbiamo il medesimo domicilio; non siamo, di fatto, coppia di fatto; non siamo omosessuali; non siamo nemmeno parenti… in comune abbiamo solo il rock di quegl’anni e la voglia di ripartire da dove gli altri si sono fermati. Certo è che… se avessimo deciso di voler fare serate subito, indipendentemente dalla qualità del sound… se avessimo fatto covers del Blasco o del Liga… se avessimo raccontato di fare musica grunge, indie, rap, heavy hard metal pop dance … e quant’altro si fa oggi, dove, con la semplice aggiunta di un qualsiasi pifferino si crea immediatamente un genere musicale di nuova tendenza, senza che si avvertano sostanziali differenze. Trovare un bassista a queste condizioni è facile come trovare un taxi a Londra o New York; scendi dal marciapiede sollevando il manico dell’ombrello e gridi: "Basso!"… e subito se ne fermano tre o quattro. Questo non è il nostro caso. Fino ad oggi quei pochi "decenti" che eravamo riusciti a contattare ci avevano detto: "Aaaa… ma voi improvvisate troppo…", "però fate roba pesante…", "io pensavo foste un gruppo già avviato…perché io vorrei fare serate presto…". Ma se non sai nemmeno inventarti un giro elementare di basso se non ce l’hai scritto lì; proprio sotto il tuo naso; che cazzo di serate pensi di poter fare… Pirla!

Ed invece… Vanni è arrivato da solo… nel modo più naturale che si possa immaginare.

Timido e schivo ma dotato di un’ entusiasmo esagerato. Superata la prima fase di imbarazzo; accortosi che non gli vanivano imposti né limiti né condizioni, se non quella e unica di esprimere se stesso, si è buttato a testa bassa nel suo sound con precisione e fantasia. Normalmente un brano dura da tre a quattro minuti… Noi mai ci siamo posti limiti temporali fin quando qualcuno ha cose da dire… mica stiamo a guardare a sei o dieci minuti… ma questo, per fermarlo, lo si doveva abbattere a fucilate.

Domenica scorsa… era il 3 di giugno… avevamo un concerto live serale alla festa dell’unità di Osteria Grande. Non eravamo noi il gruppo di principale attrazione. Avremmo dovuto fare solamente una supplenza di una ventina di minuti ai Fuori di Testa, che dovevano necessariamente eseguire un repertorio ridotto a causa dell’assenza del vocalist femminile. Uba ed io, con l’aiuto di Oriano dei Fuori di Testa al basso, avremmo dovuto occupare questo spazio.

(Fuori di Testa è l’altro gruppo pop/rock/melodico/nazionale con cui collaboro. Di buono hanno il merito di eseguire solo brani inediti, anche se… vabbè…) ndr.

Insomma… è stato facile inserirlo, ma anche rischioso assai. Il palco è sempre ad alto rischio, anche se ci sei avvezzo.

Dopo la prima serata di prove avevamo già deciso di portarcelo appresso, come mamme orgogliose ai giardinetti pubblici, per mostrarlo in giro. Una seconda serata di perfezionamento e vai! Pronto per essere dato in pasto alla folla! Sono ufficialmente nati i Saigon Teq's

 E' questo è il nome che abbiamo scelto per la band.

Nome insolito, forse, ma motivato. Saigon si richiama al periodo storico della guerra del Vietnam che ha condizionato tutte la società mondiale e la musica degli anni che vanno dal 1965 al 1975. Furono quelli anni che videro crescere movimenti che si erano dati come obbiettivi primari la pace e la libertà. Furono anni di fermenti sociali e rivendicazioni dei diritti civili per tutti gli appartenenti alla specie umana; anni di grandiosi ideali e di grande mistica. Gli anni di Nelson Mandela, di Ernesto Che Guevara, di Martin Luther King, di Malcom X… C’era la rivoluzione cubana e quella cinese… C’era Salvador Allende in Cile e migliaia di "desaparecidos" in Argentina… C’era chi andava in India o a Katmandù in autostop a conoscere l’ascetismo… C’era l’invasione sovietica della Cecoslovacchia… c’erano slogan… "Seamos realistas exijames lo imposile", "Ce n'est qu'un début, continuon le combat"
"Make love not war", "We shell over count", "Potere alla fantasia", "Sarà una risata che vi seppellira"
e la musica di questi anni apparteneva alla storia. Ne era la colonna sonora.

Noi proprio a questi anni facciamo riferimento; crediamo che in questo periodo di profonda e rapida innovazione e cambiamento della cultura, della società e dei costumi, la musica abbia avuto una evoluzione parallela altrettanto rapida quanto la storia… prima che tutto ricadesse squallidamente nelle regole del "libero mercato"… libero… che cazzata… C’è pure un giornale oggi che è sedicente "Libero" ma nella realtà…

"La libertà non è star sopra un’ albero, non è neanche il volo di un moscone. La libertà non è uno spazio libero. Libertà è partecipazione" diceva il compianto Giorgio Gaber.

Teq, invece è più semplice da definire. Non si creda che sia la sintesi di un qualche orpello tecnologico prodotto dalla ben nota casa di componenti elettronici che fregia i propri prodotti con Q finale. Teq sta semplicemente per tequila.

Tra i vari stili di sound che preferiamo, un posto di privilegiato di particolare rilievo è occupato dal cosiddetto "Texmex". Texmex è un genere musicale utilizzato dai gruppi provenienti da sud profondo degli USA; dal confine tra Texas e Messico appunto: e da queste parti la tequila va assai forte. Una band di riferimento per questo genere negli anni precedentemente citati sono stati i Canned Head.

Il progetto che abbiamo in mente può sembrare di semplice attuazione ma in realtà è molto più complesso di quanto si possa credere. Non ci limitiamo semplicemente a riprodurre covers, ma "smontiamo" i pezzi e li riassembliamo utilizzandone solo la struttura base, riarrangiando e variando ritmi e tempi fino a renderli irriconoscibili. Il massimo sarebbe inserire un o una vocalist che li reinterpreti senza aver mai ascoltato il pezzo originale. Ci stiamo lavorando.

In questi sei mesi, cazzeggiando cazzeggiando, diversi casuali spunti interessanti , si sono magicamente trasformati in pezzi inediti. Saranno almeno una decina. C’è il materiale sufficiente a produrre un cd.

Impresario cercasi. Caterina!!! Caterina Caselli!!!

postato da: Aldebaran7 alle ore 14:35 | link | commenti (1) | commenti (1)
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